CMF Storytelling - Chi siamo

CMF Storytelling - Chi siamo

Crediti immagine © Ph. Claudia Rocchini

Stefano D'Andrea

Sono nato a Milano da genitori di origini varie, ho vissuto a Roma e Bologna, ho una figlia nata in via Olgettina, una compagna di nome Betta e un Gatto Morto. Scrivo per piacere e questa cosa funziona. Piaccio. A volte fotografo per aiutare i racconti a essere più efficaci, a volte li recito. Adoro la pallacanestro, il Milan e New York City. Detesto la scuola, i grillini e i corsi di scrittura creativa. Provo ammirazione e solidarietà per chi striscia il badge quotidianamente ma negli anni tanto ho fatto che alla fine ho trovato il mio lavoro ideale, insieme e grazie a Bianca. Non sono più né claustrofobico né sociopatico né depresso. Ho insegnato alcuni anni all’università, ho fatto assistenza domiciliare ai minori e sono stato cameriere a San Siro. Uso le parole per raccontare storie vere o inverosimili, non me lo ha insegnato nessuno ma mi piaceva farlo e ho imparato.
Sono una persona estremamente fortunata. Ho scritto molto per Radio24 e le mie installazioni fotografiche sono state giganti nella mia città. I miei libri sono stati pubblicati da Baldini+Castoldi, Corbaccio e Feltrinelli, ho collaborato con Il Foglio e un ragazzo ha scritto una tesi su un mio testo. Tuttavia la soddisfazione più grande della mia vita è stata avere una quarta di copertina firmata da Aldo Nove.
Io lavoro solo con Bianca.
Sono leggermente sovrappeso.

Bianca Borriello

Non sapevo cosa fare da grande, sapevo solo che mi piacevano le storie. Mi ci è voluta tantissima vita per capire come trasformarle in pane e rate del mutuo.
Oggi faccio la storyteller, la formatrice e la consulente di comunicazione.
Eterna studentessa, specializzata in narrazione dei brand e delle aziende allo IULM di Milano, professionista in intelligenza linguistica, esperta di business writing.
Ho lavorato per venti anni nel mondo bancario e sono stata responsabile della comunicazione di Credit Suisse (Italy) s.p.a..
Devo la passione per il linguaggio a molti grandi maestri ma soprattutto alla professoressa Magda Morezzi che nel buio pesto della mia adolescenza mi disse “scrivi” e anche “prenditi un’estate per i russi”.
Collaboro solo con persone gentili e con Stefano D’Andrea.
Ho tre figli e forse questo dovevo dirlo subito se no sembra poco importante.
Una volta stavo per morire, poi non sono morta.